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Non vedo, non sento, non parlo, non compio il male

La legge è uguale per tutti (gli altri)

àAmundi: Per il settore bancario, ricapitalizzato e più prudente, non sarà un nuovo crack, come nel 2008

24/02/2016

Dobbiamo temere un cedimento del sistema bancario? La domanda è d’obbligo. Il calo dei titoli bancari nelle ultime ottave è stato impressionante: oltre il 20% da inizio anno. Alcuni titoli di prim’ordine, come Unicredit, Credit Suisse e Deutsche Bank, hanno ceduto quasi il 40%, ovvero due volte di più del loro indice borsistico nazionale. Ma la risposta del team di gestione di Amundi è negativa: non dobbiamo temere un crollo del sistema, anche se i fattori critici sono parecchi. La zavorra del petrolio Il primo fattore di debolezza del settore, spiegano i gestori, è il diffuso rallentamento dell’economia. Ma quello che preoccupa di più è il calo del prezzo del petrolio e il timore di un’esposizione dei titoli bancari al settore energetico, "Timori che in parte ricordano quelli riferiti all’esposizione ai subprime del 2007, anche se in proporzioni molto diverse”, spiega il team di Amundi. E ancora: continuano a circolare voci riguardo al fallimento di un grande istituto bancario. A questi si aggiungono fattori specifici, per esempio in Italia, dove la creazione di una "bad bank” non ha raccolto un supporto unanime, o in altri Paesi periferici dove i sistemi bancari sono ancora fragili.

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Monte Paschi di Siena, FORLI' Società Ubi, Carige. Perché la Gacs non eccita analisti e gestori

24/02/2016

La bad bank, nella sua versione soft e italiana della Gacs, risolverà l’annoso problema delle sofferenze bancarie? Formiche.net lo ha chiesto agli analisti e ai gestori e la risposta è stata un no piuttosto netto. LE ORIGINI DELLA GACS In generale, “dall’inizio di quest’anno – rileva Debora Liuzzi, institutional advisory Jci Capital Limited – è cresciuto il sospetto della scarsa qualità dei crediti erogati dalle banche, in particolare dei crediti in sofferenza che, solo nel sistema bancario italiano rappresentano circa 200 miliardi di euro. Il tutto è stato scatenato da un questionario della Bce inviato alle banche, italiane ed europee, in relazione alla metodologia utilizzata nella gestione dei crediti non performing, richiesta in linea con il nuovo ruolo di vigilanza bancaria che la banca centrale ha assunto da poco più di un anno. Il questionario è stato erroneamente interpretato come una vera e propria indagine inquisitoria,

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Titoli tossici, bad bank e direttive europee: se ne discute con Anassilaos

24/02/2016

Promosso dall’Associazione Culturale Anassilaos, si terrà martedì 23 febbraio alle 17,30 presso la Sala di San Giorgio al Corso, il primo dei Salotti Finanziari promossi dal Sodalizio reggino al fine di comprendere meglio l’attuale congiuntura economica e la crisi del sistema bancario italiano, punto nevralgico del sistema economico del Paese e, nello stesso tempo, fonte di timori dei piccoli risparmiatori che alle banche affidavano i risparmi di una vita di lavoro con un tasso di fiducia verso istituzioni e uomini che nel corso degli ultimi mesi è andato sempre più scemando nonostante le rassicurazioni, anzi, forse, a dispetto di esse.

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Banche: Nicastro, valutazione usata per 'bad bank' non puo' essere benchmark

24/02/2016

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Milano, 22 feb - I valori che sono stati usati per la valutazione delle sofferenze delle quattro banche salvate a fine novembre dal Governo, per il loro successivo trasferimento alla 'bad bank', "non possono essere un benchmark per le banche italiane". Lo ha detto Roberto Nicastro, presidente delle quattro Newco risultato del salvataggio di Banca Marche, Banca Etruria, Carife e CariChieti, intervenendo alla tavola rotonda organizzata da 'The Ruling Companies'. Commentando le turbolenze di mercato causate dal decreto salva-banche e continuate poi anche nelle settimane successive, Nicastro ha spiegato che "apparentemente il mercato ha usato la valutazione scelta per il trasferimento delle sofferenze, e cioe' il 25% per gli Npl con collaterale e l'8% per quelli non garantiti, e ha fatto una media, il 18%, usandola come potenziale tasso di valutazione per le sofferenze di tutto il sistema bancario ma e'' un punto non corretto".

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La «bad bank» condominiale: i crediti verso i morosi si possono cedere

19/02/2016

La cessione del credito, nonostante sia scarsamente utilizzata, è consentita dalla legge anche in ambito condominiale, a patto che non sussistano i divieti previsti dall'articolo 1261 del Codice civile. L'amministratore può cedere a terzi un credito vantato dal condominio verso il condòmino moroso e la cessione, come stabilito dall'articolo 1260 del Codice civile, avviene “anche senza il consenso del debitore” (che comunque deve essere informato) e quindi soltanto in forza dell'accordo tra cedente, ossia condominio, e cessionario, ad esempio la ditta che ha eseguito i lavori di manutenzione nello stabile. Non serve il sì dell'assemblea: per la cessione del credito a terze parti, senza sconti, l'amministratore non necessità dell'approvazione dell'assemblea di condominio. Pur essendo tecnicamente consentita la cessione pro-solvendo, con il cedente che risponde dell'inadempienza del debitore, in condominio deve operare la formula della cessione pro-soluto, dove il cedente, vale a dire il condominio, garantisce solamente l'esistenza del credito e non risponde dell'eventuale insolvibilità del debitore.

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